Una Vacanza nella Natura ha il sapore di una pausa dalla quotidianità e dalla routine, ecco perché la redazione di GardaConcierge ha selezionato per voi le destinazioni più adatte ad una visita alla scoperta dei siti naturali più importanti nell’area benacense. Il nostro itinerario inizia dalle Meraviglie Verdi del Garda Trentino.

Arboreto di Arco
meraviglie verdi del garda trentino - parco arciducaleVerso la fine del XIX secolo il dominio dell’impero austro-ungarico si spingeva ben oltre il confine odierno, arrivando a controllare la zona trentina e parte di quella veneta. È stato l’Arciduca Alberto d’Asburgo, vittorioso dopo la battaglia di Custoza del 1866, a volere la creazione ad Arco, allora residenza invernale della corte imperiale, dell’Arboreto. L’ex Parco Arciducale dal periodo della sua creazione ha ospitato una ricchissima vegetazione sempreverde di piante tra cui alcune che normalmente crescono in zone la cui latitudine è più vicina all’equatore. Nello specifico, la composizione dell’Arboreo di Arco annovera molti esemplari di conifere nordamericane, citiamo per esempio il Cipresso di Lawson e la Sequoia, oltre a specie provenienti dal sud est asiatico e vegetazione tipica dell’area mediterranea, in totale le specie raccolte nel parco arrivano a sfiorare le 200 occupando un’are di circa un ettaro. Le attività che si svolgono all’interno dell’ex Parco Arciducale sono perlopiù orientate all’educazione ambientale e al monitoraggio fenologico, ovvero relativo allo sviluppo della vegetazione in esso contenuta. L’Arboreto di Arco è aperto tutto l’anno ai visitatori e l’ingresso è libero, gli orari sono i seguenti: da aprile a settembre dalle ore 8.00 alle 19.00 e da ottobre a marzo dalle ore 9.00 alle 16.00. Il Parco è ad Arco, lungo la strada che va verso la località Laghel.

Biotopo Monte Brione – Riva del Garda
meraviglie verdi del garda trentino - biotopo protetto monte brioneNell’area compresa tra i comuni di Arco e Riva del Garda, all’interno della piana alluvionale del Sarca si erge il Monte Brione, più che altro una collina di natura calcarea-marnosa la cui fisionomia è piuttosto particolare. Il Monte Brione raggiunge l’altezza di 376 metri sul livello del mare e proprio la parte della cima costituisce l’area protetta del Biotopo Monte Brione, gestita dalla provincia di Trento. L’ecosistema di cui si compone la superficie di 65 ettari circa del Biotopo raccoglie un numero decisamente imponente di specie vegetali che godono della situazione climatica dell’area dell’Alto Garda: tra queste il leccio, la ginestra, l’alloro e la limonella. Vanno ricordate alcune specie rare dell’Iris, il gran numero delle Orchidee spontanee e il Pungitopo tra le varietà della flora sicuramente poco frequenti nel territorio. Inoltre, parte delle pendici del Monte Brione sono occupate dai terrazzamenti che permettono la coltivazione dell’olivo, rendendo possibile la crescita di una ricca flora erbacea ai piedi delle piante. Per quanto riguarda la fauna, vi sono specie anch’esse tradizionalmente residenti in aree mediterranee che risultano essere davvero eccezionali per il territorio del Trentino. Il Biotopo Monte Brione è accessibile al pubblico tramite sentieri e vie di accesso libere.

Parco Grotta Cascata Varone – Tenno
meraviglie verdi del garda trentino - parco grotta cascata varoneL’inaugurazione risale al 1874 e da allora la Cascata del Varone non ha mai smesso di essere meta di escursioni e visite. Le acque protagoniste della Cascata sono quelle del torrente Magnone alimentato dalle perdite del Lago di Tenno. Perciò ci si chiede: perché Varone? Varone è il nome del torrente che si origina dopo il salto delle acque nella Grotta con la Cascata, quello che poi attraversa la località Varone per poi immettersi nel Lago di Garda. Dal punto di vista naturalistico, geologico nello specifico, la Cascata costituisce una delle Meraviglie Verdi dell’area trentina soprattutto per la sua eccezionalità. L’azione dell’acqua ha eroso e modellato la parete della roccia andando a disegnare la gola della Cascata, la cui definizione geologica è forra, dal fascino indiscutibile. In totale, il salto dell’acqua nella caduta all’interno della gola è di 98 metri, spettacolari. Nel corso del tempo, sono stati moltissimi i personaggi celebri del mondo della politica, della letteratura e dell’arte che sono stati colpiti dall’incanto delle Cascata del Varone, chiunque avesse avuto l’occasione di passare per l’Alto Garda e Riva del Garda nello specifico, non si faceva mancare una visita alla Grotta, per questo neppure oggi si può essere da meno. L’escursione al Parco comprende la vista alla Grotta Inferiore e al Giardino Botanico situato lungo il sentiero che conduce alla Grotta Superiore. Il Parco Grotta Cascata Varone dispone di un’area picnic attrezzata con tavoli e panche che può ospitare fino a 150 visitatori. Oltre a questa zona libera e a disposizione di chiunque sono presenti anche una struttura bar e un negozio di souvenir. Il Parco è aperto tutto l’anno con i seguenti orari: da maggio ad agosto dalle ore 9.00 alle 19.00; nei mesi di aprile e settembre l’orario di apertura resta invariato mentre quello di chiusura è anticipato alle ore 18.00; a marzo e ottobre l’apertura resta alle 9.00 e la chiusura è per le 17.00; da novembre a febbraio il Parco è aperto solamente dalle ore 10.00 alle 17.00 solamente la domenica, i giorni festivi e durante il periodo natalizio. Il Parco Grotta Cascata Varone sorge a circa 3 chilometri da Riva del Garda, per maggiori informazioni riguardanti escursioni e prezzi degli ingressi invitiamo a consultare la pagina web dedicata.

Marmitte dei Giganti – Nago Torbole
meraviglie verdi del gada trentino - marmitte dei gigantiLe Marmitte dei Giganti? Sono la risposta alla domanda che indaga come si dissetassero i giganti in passato. Si tratta appunto di scavi nella roccia di natura carsica che in origine avevano la funzione di essere pozzi per i giganti, almeno secondo la tradizione. La genesi del fenomeno naturale che ha portato all’erosione della roccia è di origine glaciale: con l’azione di caduta dell’acqua prodotta dalla fusione dei ghiacciai si è prodotta l’erosione che ha formato questi enormi pozzi o Marmitte. La zona risulta abitata sin da epoche antichissime, infatti i ritrovamenti di reperti quali frammenti di armi come punte di freccia e parti di altri utensili consentono di datare lo stanziamento umano in un periodo compreso tra il IV e il III millennio. Diversi itinerari di visita permettono di raggiungere il sito delle Marmitte dei Giganti, sia partendo dal lungolago di Torbole che dal centro di Nago, situato ad un’altitudine di poco maggiore e ubicato più nell’entroterra. Il sito è aperto al pubblico, raggiungibile e visitabile senza orari e in maniera del tutto autonoma. Maggiori informazioni riguardanti le escursioni e i sentieri sono a disposizione presso l’Ufficio Turistico Torbole.