La redazione di GardaConcierge ha studiato per i suoi lettori una guida in cui si approfondisce il tema dei prodotti vinicoli provenienti dalle aree del Garda. Un percorso per scoprire tutte le declinazioni enologiche ottenute nei territori del Trentino, del Veneto e della Lombardia adiacenti al Lago.

La partenza del nostro viaggio tocca i territori settentrionali dell’area benacense, sono tre le varietà di vino prodotte in Trentino in zone limitrofe al Lago: il Trentino Marzemino, il Vino Santo Trentino e il Trentino Nosiola.

Trentino Marzemino
vini trentino marzeminoI vitigni da cui si ottiene il Trentino Marzemino si collocano lungo parte della Vallagarina, la valle dove scorre, da nord a sud il fiume Adige. Il vino prodotto nella provincia di Trento dal vitigno Marzemino è un articolo DOC dalle caratteristiche particolari: il colore rosso rubino si ottiene dalla macerazione di una settimana che segue la pigiadiraspatura, procedimento grazie al quale il vino acquista la fragranza che richiama frutti di bosco e viola mammola. Il sapore del Trentino Marzemino è secco e pieno, senza dimenticare il fondo delicatamente amarognolo. Sulla tavola questo vino ben si sposa con primi piatti e carni bianche, esaltando in particolare il sapore dei piatti a base di funghi.

Vino Santo Trentino
vini vino santo trentinoLa zona di Sarche e Toblino all’interno della Valle dei Laghi è quell’area della provincia di Trento in cui sono presenti i vitigni Nosiola da cui si ottiene il Vino Santo Trentino. Anche questo è un prodotto DOC ottenuto tramite un procedimento che segue la raccolta tardiva dell’uva: questa viene adagiata sulle cosiddette arele, ovvero dei graticoli che permettono ai grappoli di perdere l’acqua e appassire. La pigiatura si effettua durante la settimana santa, da cui il nome Vino Santo Trentino. La colorazione di questo vino è gialla dorata, l’odore è gradevole e delicato e il sapore dolce lo rendono adatto ad essere consumato esclusivamente con dessert, dolci o da solo.

Trentino Nosiola
vini trentino nosiolaDallo stesso vitigno con cui si produce il Vino Santo Trentino, si ottiene il Trentino Nosiola, un altro prodotto DOC con caratteristiche ben diverse da quelle del “cugino” dolce. Il nome Nosiola, da nocciola, richiama il colore della buccia dell’uva gialla con riflessi verdognoli e sapori tostati e amarognoli. Il Trentino Nosiola mantiene queste qualità esibendo un colore giallo paglierino scarico in cui sono individuabili le sfumature verdoline, la fragranza possiede un’impronta floreale che richiama note fruttate di mela verde e albicocca, il sapore, infine, è secco e in minima parte amarognolo. Questo vino si valorizza al meglio sulla tavola se abbinato con delicati risotti, primi piatti come minestre e zuppe di pesce e secondi piatti che vedono il pesce di lago come protagonista.

La nostra escursione enologica prosegue scendendo lungo la sponda orientale del Garda, una volta entrati in territorio Veneto, sono numerosissime le varietà di vino prodotte in area veronese: Bardolino e Chiaretto nell’omonima area adiacente alle acque del Garda; Amarone, Recioto e Valpolicella dai vigneti della Valpolicella, appunto; Custoza e Soave rispettivamente da aree più meridionali e orientali della provincia veronese.

Bardolino
vini bardolinoLa fama del Bardolino, che si produce in diverse tipologie, trascende i confini non solo della zona del Garda, ma anche quelli dell’Italia intera: si tratta infatti di un inimitabile vino rosso prodotto da vitigni autoctoni dell’area benacense la cui commercializzazione è destinata per circa il 70% all’esportazione. Dei sedici comuni presso i quali la produzione ottiene la denominazione di orgine controllata (DOC), solo sei vantano quella di Bardolino Classico DOC, e sono quelli la cui tradizionale produzione del vino è più antica e radicata: Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano e Cavaion Veronese. Il Bardolino si ottiene da uve dei vitigni di Corvina Veronese in massima parte e presenta una colorazione rosso rubino chiaro che invecchiando tende al granato, il profumo è vinoso, seppur delicato e il sapore armonico, sottile e asciutto fa sì che questo vino si abbini senza difficoltà a primi e secondi piatti di diverso tipo.

Chiaretto
vini chiarettoDalle stesse uve da cui si ricava il Bardolino, se ne ottiene anche la versione rosata, il Chiaretto. All’aspetto questo vino presenta una colorazione che oscilla tra il petalo di rosa e il rosa corallo, la fragranza richiama quella dei piccoli frutti di bosco e dei fiori di campo, resa inconfondibile dalle venature speziate. Il sapore del Chiaretto è fresco e al palato trasmette il sapore di piccoli frutti rossi di cui la fragranza ripropone i profumi. Il Chiaretto è un vino ideale per essere consumato all’aperitivo e, non diversamente dal Bardolino, sulla tavola si sposa con antipasti, primi piatti di pasta e secondi piatti di pesce, nello specifico è indicato per accompagnare piatti della cucina orientale, tra cui il sushi. Durante il mese di giugno, a Bardolino si svolge la manifestazione Palio del Chiaretto in cui tutto si tinge di rosa per la degustazione di questo vino.

Amarone
vini amarone della valpolicellaSempre nel veronese, ma nella zona della Valpolicella, della Valpantena, Val Tramigna, Val d’Illasi e Val di Mezzane da vitigni di Corvina veronese, Corvinone e Rondinella si realizza un vino rosso passito secco, tra i più importanti rossi italiani, l’Amarone. La produzione consiste nel raccogliere le uve tra fine settembre e i primi di ottobre e poi metterle ad appassire in cassette di legno o plastica all’interno di fruttai areati ricavati sopra le cantine. In seguito a questo momento avviene il processo di vinificazione, che si esegue secondo due modalità, una tradizionale piuttosto lunga ed una più moderna e decisamente più veloce. Gli attributi dell’Amarone infatti si accrescono con lunghe permanenze di contatto con le bucce dopo la pigiatura, e con tempi di affinamento in botte e in bottiglia che possono protrarsi per anni. Il colore dell’Amarone delle Valpolicella è rosso carico e il profumo di questo vino, accentuato e peculiare, rivela tracce di tabacco, spezie e frutta passita. Il sapore al palato è particolarmente intenso, asciutto, morbido e caldo: queste caratteristiche fanno sì che l’Amarone ben si accosti a cibi quali arrosti, brasati, spezzatini e selvaggina. Nella tradizione culinaria veronese va ricordato il risotto all’Amarone, un primo piatto dedicato alla valorizzazione dei sapori di questo vino.

Recioto
vini recioto della valpolicellaUn altro passito rosso è il Recioto, prodotto dagli stessi vitigni dell’Amarone, presenta una differenza fondamentale rispetto all’illustre rosso, cioè quella di essere un passito dolce. Le zone di produzione si localizzano nell’area della Valpolicella (precisamente nei comuni di Fumane, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio di Valpolicella) e della Valpantena. Le uve dalle quali nasce il Recioto vengono lasciate appassire nei fruttai per un periodo di tempo compreso tra i 100 e i 120 giorni, al termine del quale la fermentazione viene arrestata per consentire agli zuccheri di rimanere tali e di ottenere di conseguenza un vino dolce. La tonalità con la quale si presenta il Recioto è quella di un rosso piuttosto carico, la fragranza di questo vino è altrettanto accentuata mentre il sapore, pieno e vellutato resta delicato e caldo al palato. A causa di queste caratteristiche, il Recioto si abbina principalmente con i dolci ma esalta al massimo le sue qualità con il cioccolato.

Valpolicella
vini valpolicellaSin dal lontano 1968 il vino Valpolicella gode della Denominazione di Origine Controllata, ma la storia del luogo in cui sorgono i vitigni che lo producono narra di un illustre predecessore risalente addirittura all’epoca romana, il Retico, prodotto dalle popolazioni locali di Reti e Arusnati. I Comuni che producono Valpolicella DOC sono 19, a seconda dell’area in cui viene realizzato e della durata dell’affinamento in botte, sono quattro le denominazioni che questo vino riceve: Classico, Valpantena, Superiore, Ripasso. Il Valpolicella è un vino che si ottiene da una miscela di uve provenienti da diversi vitigni, Corvina, Rondinella e Molinara. Il colore di questo vino è un rosso rubino carico, all’olfatto il Valpolicella si distingue per una gradevole e vinosa profumazione che può ricordare le mandorle amare e per quanto riguarda il palato il sapore di questo rosso può presentarsi asciutto o vellutato ma comunque amarognolo. Mentre il Valpolicella si accompagna a formaggi e carni bianche, il Valpolicella Superiore valorizza piatti come selvaggina e arrosti.

Custoza
vini custozaSempre nella provincia di Verona, ma in una zona più meridionale rispetto a quella dei precedenti rossi, nella frazione di Sommacampagna che dà il nome al vino, si realizza il Custoza, un bianco DOC fresco e bevibile. Una delle caratteristiche principali del Custoza sta nel fatto che non si ottiene da un vitigno specifico, ma da diverse varietà di uve coltivate nella zona ed è a questa prerogativa che si riconduce la sua complessità aromatica. A livello organolettico questo gradevole bianco vanta alla vista un colore giallo paglierino che può presentare venature verdi o dorate mentre esibisce un profumo leggermente aromatico e delicatamente floreale e fruttato che può essere accresciuto con l’invecchiamento. Il gusto del Custoza al palato risulta sapido e delicatamente morbido e può ricordare quanto percepito all’olfatto. Si tratta di un ottimo bianco da aperitivo che contemporaneamente si accosta piacevolmente a diversi piatti: non solo primi come pasta, risotti (tra cui quello al Tastasàl) e gli altrettanto tradizionali e locali tortellini di Valeggio sul Mincio, ma anche secondi di pesce, anche fritti, salumi e carni bianche.

Soave
vini soaveIl Soave è il bianco DOC la cui produzione da sola rappresenta quasi la metà dell’intera produzione di origine controllata della provincia di Verona. Questo vino è stato il primo, in epoca fascista e precisamente nel 1931 a veder riconoscere una delimitazione della zona di produzione. La zona della coltivazione dei vigneti che danno questo bianco si situa nell’area orientale della parte collinare della provincia scaligera e precisamente in Val d’Illasi, Mezzane, sulla Collina di Colognaola, in Val Tramigna, sulla Collina denominata del Soave Classico e in Val d’Alpine. Si stima che la presenza della vite in quest’area risalga ad almeno 40 milioni di anni fa. Il Soave si presenta di un giallo paglierino con oscillazioni verso il verdognolo e con un aroma all’olfatto contemporaneamente intenso e delicato, il sapore che questo vino trasmette è asciutto e armonico, con piccoli spunti amarognoli. La longevità di questo bianco ha fatto sì che tradizionalmente si accosti perlopiù a piatti tipici dell’area in cui si produce: minestre e riso abbinato a verdure come riso e bisi o con cavolo cappuccio e sedano rapa. Oggi il Soave valorizza diversi piatti dagli antipasti a base di acciughe o salame, ai primi di qualsiasi genere, minestre, pasta o zuppe; ancora, ben si accompagna a secondi di pesce, contorni di verdure e formaggi tra cui il Taleggio e il Grana Padano.

I territori lombardi dell’area adiacente alle acque del lago, quelli della provincia di Brescia, costituiscono la tappa conclusiva del viaggio all’insegna del gusto che GardaConcierge vi ha proposto trai vini più significativi dell’area benacense. Tra i più importanti che ricordiamo in questa sezione della nostra guida guida abbiamo il Lugana, il Garda Classico Groppello e il Valtenesi.

Lugana
vini luganaBenché la zona di produzione del Lugana non sia esclusivamente riservata alla provincia bresciana ma contempli anche comuni di quella veronese, abbiamo scelto di includere la presentazione di questo vino nell’area lombarda perché la frazione che ne dà il nome è parte del comune di Sirmione. Il Lugana si propone in cinque diverse tipologie: Lugana, Lugana Superiore, Lugana Spumante, Lugana Riserva e Lugana Vendemmia Tardiva che differiscono le une dalle altre per la durata dell’invecchiamento e dell’affinamento. Inoltre, a seconda della tipologia le caratteristiche organolettiche di questo bianco si diversificano: per quanto riguarda le tonalità vanno dal giallo paglierino o verdolino del Lugana senza altre menzioni a quello dorato che tende all’ambrato con l’invecchiamento del Lugana Riserva o del Lugana Vendemmia Tardiva, per ciò che concerne il profumo, a partire da una fragranza più delicata e gradevole sempre del Lugana senza altre menzioni si arriva a quella intensa del Lugana Vendemmia Tardiva o addirittura a quella fragrante del Lugana Spumante che, se spumantizzato secondo il metodo Charmat, acquista addirittura sfumature fruttate. Parlando di gusto, tutte le tipologie, ad eccezione di quella del Lugana Spumante presentano il comune sapore armonico e corposo con una percezione finale di legno. Ciascun Lugana ha qualità peculiari che gli permettono di valorizzare piatti ben precisi: se il Lugana senza altre menzioni è adatto all’aperitivo e al pesce di lago, il Lugana Superiore si sposa con primi di pasta, carni di vitello e formaggi, il Lugana Riserva predilige formaggi e carni, il Lugana Spumante è ideale negli aperitivi e il Lugana Vendemmia Tardiva di abbina a formaggi e biscotti poco dolci.

Garda Classico Groppello
vini garda classico groppelloIl vino che più caratterizza la zona della Valtenesi è sicuramente il Garda Classico Groppello, un rosso il cui nome richiama la forma compatta e serrata del grappolo del vitigno da cui è originato. Questo stesso vitigno esiste in tre varietà, con le seguenti denominazioni Gentile, Mocasina e Santo Stefano. Questo vino, ottenuto da uve mature poi lavorate secondo il processo di vinificazione tradizionale in rosso che prevede a seguito della macerazione, un periodo di riposo all’interno di vasche, si presenta con un colore rosso rubino brillante. Il profumo del Garda Classico Groppello è fresco, fruttato e leggermente speziato mentre l’esperienza che la degustazione lascia al palato è quella di un sapore vellutato e gentile con un leggero fondo ammandorlato. Questo vino si abbina senza difficoltà ad una grande varietà di primi, meglio se saporiti, e a tutte le varietà di carne per quanto riguarda i secondi, tra i formaggi ben si accosta a quelli di media stagionatura.

Valtenesi
vini valtenesiIl bicchiere con cui concludiamo la nostra guida alla scoperta dei vini del territorio gardesano è quello di un vino DOC la cui denominazione di origine risale al 2011, il Valtenesi. La produzione di questo vino si ottiene per metà da uve Groppello, mentre l’altro 50% può provenire da uve Marzemino, Barbera, Sangiovese o Rebo. Il Valtenesi è disponibile in due tipologie, Valtenesi senza altre menzioni e Valtenesi Chiaretto. Quest’ultimo è uno dei protagonisti della rassegna dedicata ai vini rosati che si tiene con cadenza annuale a Moniga del Garda dal titolo Italia in Rosa. Il Valtenesi senza altra menzione esibisce una tinta rosso rubino che con l’invecchiamento può mostrare riflessi granati; un profumo vinoso che oscilla tra il fruttato e lo speziato in base all’età e un sapore equilibrato e fine che lo rende adatto a piatti a base di carne come grigliate, spiedo bresciano e primi con condimento a base di ragout, per esempio. Il Valtenesi Chiaretto si presenta con una colorazione rosata che può essere più o meno intenso ed una fragranza fine ma intensa che può avere sentori fruttati e floreali. Il sapore di questo rosato varia dal secco all’abboccato ma sempre fresco il che rende il Valtenesi Chiaretto perfetto per aperitivi, grigliate di pesce di lago e formaggi a pasta molle.